IL MIO BALCONE NON È UNA DISCARICA: STOP AD ACQUA E SIGARETTE, È REATO

 

Un po' di giustizia per gli abitanti del pian terreno. Un disturbo comune infatti per gli abitanti dei piani bassi è trovarsi il giardino o il balcone bagnato, nella migliore delle ipotesi se non allagato, e spesso affollato di cartacce e residui vari degli condomini dei piani superiori, senza potersi difendere. Ma ora, se i vostri vicini hanno la brutta abitudine di gettare costantemente acqua, mozziconi di sigaretta e immondizia pagheranno una multa. E' diventato reato infatti secondo la Cassazione, che con la sentenza n. 9474/2018 ha condannando in via definitiva un uomo per il reato di getto pericoloso di cose, per aver preso di mira la famiglia che viveva al piano di sotto del suo appartamento, lanciando secchi d'acqua, carta straccia e mozziconi di sigaretta sul loro balcone, oltre a procurare rumori molesti in varie ore della giornata, solo per "petulanza e altro biasimevole motivo".

Il caso: un uomo è stato condannato dal tribunale di Pescara alla pena di 400 euro di ammenda per il reato ex art. 674 c.p.. cioè l'articolo che punisce chi getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, questo reato è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206.

Il ricorso in Cassazione. L'uoma ha chiesto di essere assolto dal reato per insussistenza del fatto. Secondo il soggetto il getto d'acqua proveniente dall'alto non era assimilabile alle ipotesi criminose descritte dall'articolo 674, avendo bagnato cose e non persone, senza che fosse stata accertata tra l'altro la consistenza del versamento. Peraltro, non poteva essere certa la sua responsabilità poichè non era l'unico ad abitare l'appartamento del piano di sopra. L'uomo inoltre denunciava l'eccessività della pena inflitta, avendo il tribunale comminato la sanzione pecuniaria quantificandola in un importo quasi raddoppiato rispetto al limite edittale massimo previsto dall'art. 674 cp.

Come si è conclusa la vicenda. Rigettata l'insussistenza del fatto grazie ai testimoni e alle foto dei carabinieri giunti sul posto, con la conferma dello stesso imputato, che alle forze dell'ordine si era assunto la responsabilità del fatto dichiarando di "averlo fatto per dispetto". La sentenza dice inoltre che pur essendo condivisibile "l'affermazione secondo la quale la contravvenzione di getto pericoloso di cose non e` configurabile quando l'offesa, l'imbrattamento o la molestia abbiano ad oggetto esclusivamente cose e non persone, deve ritenersi che, ai fini della configurabilita` del reato di getto pericoloso di cose, non si richiede che la condotta contestata abbia cagionato un effettivo nocumento, essendo sufficiente che essa sia idonea ad offendere, imbrattare o molestare le persone".
Ciò è avvenuto nel caso di specie, visto che il getto ha interessato un luogo abitualmente frequentato dalle persone che abitavano l'appartamento. Insomma se il mozzicone arriva sul tavolo dove abitualmente mangio, nonostante il danno sia su una cosa, deve ritenersi dannoso anche per la persona che usa quella cosa.

Tuttavia, concludono dalla S.C., è fondato il secondo motivo perché la contravvenzione in parola è punita "con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a 206,00 euro, cosicche´ la pena pecuniaria di 400,00 euro e`, all'evidenza, illegale". Da qui l'annullamento della sentenza impugnata e la parola passa al giudice del rinvio solo in ordine alla misura della sanzione.

Photo by Jordy Meow on Unsplash

 

 

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