POSSO INSTALLARE UNA PARABOLA SUL MIO BALCONE?

La ricezione della mia tv è scarsa, i canali saltano, il segnale è carente nonostante l'impianto centralizzato condominiale. La soluzione? Una parabola direttamente sul balcone di casa mia.

Per l'installazione degli impianti non centralizzati e di produzione di energia da fonti rinnovabili, all'interno di un condominio, faremo riferimento all'articolo 1122 bis nato con la riforma del condominio ed operativo dal 17 giugno 2013 che così recita: "Le installazioni di impianti non centralizzati per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unità immobiliari di proprietà individuale, preservando in ogni caso il decoro architettonico dell’edificio, salvo quanto previsto in materia di reti pubbliche.E’ consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia di fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato.

Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l’interessato ne dà comunicazione all’amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. L’assemblea può prescrivere con la maggioranza di cui al quinto comma dell’articolo 1136 adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio e ai fini dell’installazione degli impianti di cui al secondo comma, provvede a richiesta degli interessati, a ripartire l’uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto. L’assemblea, con la medesima maggioranza, può altresì subordinare l’esecuzione alla prestazione, da parte dell’interessato, di idonea garanzia per i danni eventuali.
L’accesso alle unità immobiliari di proprietà individuale deve essere consentito ove necessario per la progettazione e per l’esecuzione delle opere. Non sono soggetti ad autorizzazione gli impianti destinati alle singole unità abitative.

In questo articolo approfondiremo il primo aspetto relativo proprio alla ricezione radiotelevisiva ed a qualsiasi flusso informativo. Sul primo vincolo dell'articolo in questione viene utilizzato il termine “pregiudizio” e non danno sulle parti comuni, facendo intendere che il pregiudizio deve essere minimo per il condominio. Così sembrerebbe prevalere l’interesse del singolo all’impianto radiotelevisivo.
Il secondo vincolo è costituito dall’esigenza che l’installazione rechi il minor pregiudizio anche alla proprietà individuale.
In tal senso riteniamo che l’interessato non sia tenuto ad osservare le norme sulle distanze legali, ma eventualmente rispettare distanze tali da recare appunto il minor pregiudizio alla proprietà esclusiva degli altri condomini.Soltanto quando l’installazione determina un pregiudizio significativo, il proprietario esclusivo potrà pretendere che l’impianto non venga realizzato. 
Il terzo vincolo è relativo al decoro architettonico che deve essere sempre preservato, ma non tutti gli interventi possono essere considerati lesivi per l'estetica dello stabile. Si è espresso in tal senso il Giudice di Pace di Grosseto: le nuove invenzioni, quali la televisione ed il telefono, ormai di uso comune, hanno modificato il comune senso dell'estetica e del decoro: le antenne televisive installate sui tetti, le parabole satellitari sporgenti dal muri, gli stessi impianti di climatizzazione sempre più numerosi, non vengono più percepiti come causa di deturpazione dell'estetica delle abitazioni e, più in generale, dell'ambiente. Nel caso in esame non sussiste quindi, un danno al decoro dell'immobile condominiale, non più di quanto possa arrecare fastidio la vista di panni stesi alle finestre delle singole abitazioni o ai muri condominiali.
In sintesi si può affermare che il nuovo regolamento del condominio stia recependo i cambiamenti in atto del vivere urbano, mantenendo le tutele di sicurezza e il rispetto della proprietà, ma ampliando allo stesso tempo ai nuovi diritti del condomino, tra i quali il diritto all'informazione.

Photo by Ken Treloar on Unsplash

 

 

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