RUMORI IN CONDOMINIO: TROPPI DECIBEL ADDIO TRANQUILLITA'

 

Tra le più rilevanti cause di malumori e dissidi tra i condòmini, ci sono i rumori provocati dai vicini di casa. Tra musicisti in erba, giardinieri creativi, passeggiatori con gli zoccoli in casa, amanti della tv ad altissimo volume, schiamazzatori notturni, sostenitori del fai da te, amanti focosi, tifosi scatenati, litiganti infaticabili...la lista è molto lunga!
Il disturbo arrecato al riposo altrui è regolato dall'art. 659 del codice penale:
"Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309''.

Ma quando possiamo avere ragione delle nostre eventuali denunce? 

Per prima cosa bisogna riuscire a dimostrare che si siano superati i limiti di normale tollerabilità relativi alle emissioni sonore. Successivamente i rumori molesti devono essere percepiti e considerati molto fastidiosi anche da un certo numero di condomini e non solo dal condomino che vive nell'appartamento sottostante o adiacente a quello da cui provengono i rumori molesti.

In tal senso potrà aiutarci a comprendere meglio la sentenza della Suprema Corte di Cassazione –  n. 49983 del 9 aprile 2015, depositata il 18 dicembre 2015.
Il Tribunale condanna l’imputata perché mediante schiamazzi o altri rumori disturbava il riposo e le occupazioni delle persone, segnatamente disturbava altra persona, abitante in appartamento sottostante, sbattendo sedie, trascinando mobili, battendo tappeti sulla ringhiera dei balconi. 
Il Tribunale però commette un errore nel ritenere configurabile il reato delineato dall’art. 659 codice penale, quando a subire il disturbo delle proprie occupazioni sia una persona soltanto.

L'unione fa la forza. Non basta infatti la segnalazione singola, ma occorre un'azione corale. Se l’attività di disturbo si verifica all’interno di un condominio perché possa definirsi il reato in questione, non basterà che i rumori arrechino disturbo all'inquilino dell'appartamento adiacente o al piano inferiore,  ma occorrerà che i rumori in questione creino disturbo a più di un condòmino (in un numero consistente) del medesimo edificio, perchè solo in questo caso può ritenersi giustificata la compromissione della quiete pubblica. Da qui nasce l’annullamento della sentenza impugnata in ordine a tale reato perché il fatto non sussiste nella sua oggettività giuridica.

Photo by Russ Ward on Unsplash

 

 

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